Triangolo

Apri la mappa

Via Vincenzo Gioberti 1, 
20123 Milano

Colazione sabato 22 novembre, ore 11.00
LUN-DOM 12.00-19.00

ARTISTI:
Francesco De Bernardi
Mirella Bentivoglio (Collezione Ramo)


Francesco De Bernardi risponde alle domande di
Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo

Cos’è per te il disegno?
Il disegno per me è un gesto istintivo. Credo sia il gesto che pratico da più tempo, a pensarci bene. Ho 30 anni: suono (sporadicamente) da quando ne avevo 7, faccio sport male e a intermittenza, e ho imparato a fischiare attorno ai 10. Il disegno, invece, mi accompagna da sempre. È un rifugio quando la testa è piena, e un compagno quando l’agenda è vuota (sempre più raramente, purtroppo). Quello che amo da sempre del disegno è che è un gesto tanto generativo quanto analitico: la possibilità di tradurre in segni le sensazioni, e allo stesso tempo strutturare idee, è qualcosa che ancora mi stupisce.

Quali materiali, tecniche e processi creativi utilizzi quando lavori su carta?
Sono tendenzialmente pigro. Per molto tempo ho prediletto approcci semplici e diretti: matita e penna, disegni monocromi su carta. Ultimamente però ho messo un po’ da parte la pigrizia e sto sperimentando di più: ho introdotto chine, acquerelli e matite colorate, cercando formati diversi e stratificando i materiali.

Perchè hai scelto quest’opera della Collezione Ramo?
Tra le tante opere disponibili ho scelto quella di Mirella Bentivoglio “Timbri sbuffi per le ore di ufficio” per due motivi. Il primo è che anche io passo tante ore a sbuffare in ufficio. Il secondo è che ho notato un’assonanza con una mia opera intitolata “Stroll” del 2022. Si tratta di un’installazione composta da quattro paia di scarpe, ciascuna delle quali funge da timbro; le impronte formano un testo che, tra l’altro, contiene proprio degli “sbuffi” come elemento grafico e narrativo.

Che valore ha per te il dialogo con i Maestri del ‘900?
Il dialogo con l’opera altrui fa parte del mio processo creativo, amo interfacciarmi tendenzialmente con romanzi e con canzoni, estrapolo dettagli o personaggi e li ripropongo in contesti altri all’interno delle mie installazioni. La stessa opera Stroll, citata in precedenza, è un omaggio allo scrittore svizzero Robert Walser.
Il dialogo con i maestri del Novecento è invece più “formale”: diciamo che tendo a dare loro del lei. Li osservo, li analizzo, studio la tecnica con rispetto e attenzione. Naturalmente ci sono figure che mi ispirano in modo più ampio e profondo, come ad esempio Dieter Roth.

FRANCESCO DE BERNARDI (Vimercate, 1995) vive e lavora a Milano. Al centro della sua ricerca vi sono sistemi narrativi che intrecciano esperienze quotidiane e storie di finzione, dando vita a installazioni multimediali che combinano scultura, testi, audio e disegno. Attraverso questi dispositivi l’artista esplora i temi dell’insicurezza e della dualità, in particolare così come emergono nella letteratura contemporanea. La sua poetica assume spesso toni malinconici, sempre però attraversati da un’ironia che si muove tra realtà e immaginazione.