Festa di apertura della Milano Drawing Week

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Opening della collettiva,
performance musicale di Reeve Schumacher e vinyl djset di Quite A Village

21 novembre 2025, ore 18.30 – 22.00
Case degli Artisti, Via Tommaso da Cazzaniga, Corso Garibaldi 89/A, Milano




Toomanyrecordss. Disegni a 33 giri
a cura di More Projects e Irina Zucca Alessandrelli

Per la quinta edizione della Milano Drawing Week, la curatrice Irina Zucca Alessandrelli (Collezione Ramo) ha invitato Davide Bertocchi e Sergio Verastegui (More Projects, Parigi) a presentare il loro progetto TOOMANYRECORDSS che richiede a ogni partecipante un intervento sulla copertina di un disco 33 giri.

I dischi donati ad ogni artista sono appositamente scelti e acquistati in mercatini vintage da Bertocchi e Verastegui in base allo stile e alla pratica di ogni partecipante, che può liberamente interpretare la copertina in cartoncino. Le cinquantacinque copertine dei dischi qui presentate sono il risultato di inviti ad artisti nazionali e internazionali, in parte provenienti dall’archivio di Toomanyrecordss e in parte realizzate appositamente per la Milano Drawing Week 2025. 

Il 33 giri si è così trasformato in motore di creazioni su carta, a cui fa da contrappunto la performance del musicista e artista americano Reeve Schumacher, che esegue una partitura da lui disegnata sui vinili. Utilizzando un taglierino di precisione, Schumacher incide schemi matematici sistematicamente posizionati sul vinile, generando un suono letteralmente fatto a mano. Con il progetto Sonic Braille, a metà tra disegno e sperimentazione musicale, Schumacher dà vita a un’esperienza sonora meditativa e tumultuosa allo stesso tempo, che trascende i generi ma che potremmo definire techno analogica.


REEVE SCHUMACHER (Minneapolis, 1981) è artista visivo e musicista. Dopo la laurea in Belle Arti all’Università di Miami, nel 2010 si trasferisce ad Arles, dove è co-fondatore di LHOSTE, spazio dedicato all’arte contemporanea e al suono sperimentale. Con il progetto Sonic Braille incide manualmente la superficie dei vinili, trasformando i solchi in rilievi sonori che il giradischi traduce in musica. Questo approccio supera i confini dei generi e viene definito dall’artista “art-brut-techno”, sottolineando la natura analogica e artigianale del suono.

QUITE A VILLAGE. Sounds for wooden legs – Dopo 14 anni di serate sotto il nome Soul Finger, Stefano Tamagni e Andrea Testa hanno fondato un villaggio che a volte è cheto, altre fermento, caciara e disordine. Un bel casino insomma. Ai Quite A Village piace la musica vecchia, molto, e anche la musica strana. Appassionati di dischi in vinile, soprattutto 45 giri, organizzano feste a Milano, in giro per l’Italia e ogni tanto anche in Europa tra locali, scantinati e feste pirata in mezzo ai parchi. La musica che scelgono da tutto il mondo è incasinata, stonata e fuori tempo: Stranezze Soul, Funk sbronzo, Calypso brighella, Garage sbilenco, Latin, Disco, ma senza esagerare, e altre stranezze prodotte perlopiù tra gli anni 60 e 80.
Unica certezza: si balla e si suda.

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