Via Meravigli 2/4
20121 Milano
LUN-DOM 11.00-19.00
ARTISTI:
Marta Pierobon
Alberto Savinio (Collezione Ramo)
Marta Pierobon risponde alle domande di
Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo
Cos’è per te il disegno?
Il disegno per me è luogo; dove tutto è possibile, realizzabile, reale. È lo spazio più ampio che esista, più della mente stessa. È rifugio. È l’inizio di tutti i pensieri e di tutte le forme. Il fatto stesso che la carta sia un materiale così leggero mi permette di poterlo portare ovunque e di conseguenza diventa accesso costante per tutte le idee.
Quali materiali, tecniche e processi creativi utilizzi quando lavori su carta?
Negli anni ho lavorato con diversi media, generalmente tendo a mescolare tecniche differenti. Penso alla carta come materia. Le tecniche che prediligo sono acquerello, inchiostro, matite colorate, pennarelli e collage. La scelta del tipo di carta che utilizzo di volta in volta cambia in base al lavoro, al progetto, alle dimensioni e alle idee.
Perchè hai scelto quest’opera della Collezione Ramo?
Alberto Savinio è uno degli artisti del 900 che ha influenzato maggiormente la mia ricerca, legato al suo tempo e proiettato verso un futuro che non è ancora arrivato e che forse non arriverà mai. Ci sono due aspetti fondamentali nella sua opera che mi hanno segnato profondamente, la parte narrativa e la parte legata al gioco delle possibilità, dove ogni cosa non è mai soltanto una cosa, ma come per i bambini le cose si trasformano di continuo diventando costantemente altro da sé. Savinio è un mare di possibilità e combinazioni. Il gioco serio di chi osserva il mondo senza perdere di vista l’inaspettato. Quindi quando ho dovuto selezionare un’opera con cui mettermi in relazione non ho avuto alcun dubbio; avrei scelto lui. Un onore e un’occasione.
Che valore ha per te il dialogo con i Maestri del ‘900?
In una parola direi imprescindibile. Percepisco chiaramente di essere un’artista a cavallo tra due secoli che si nutre sia delle avanguardie che delle tradizioni del 900. Oltre a questo, i media che prediligo sono strettamente legati alle pratiche artistiche del 900, disegno, ceramica e scultura in senso tradizionale. Mi sono formata alla scuola di pittura all’accademia di Firenze all’inizio degli anni 2000, in una realtà estremamente legata alle tradizioni. I maestri del 900 hanno fatto parte della mia formazione e per me continuano ad essere dei misteri ancora da svelare, personalmente restano uno dei bacini da cui attingo di più quando penso a dei lavori nuovi, a delle tecniche nuove, a delle visioni nuove. Visito con cadenza regolare mostre di artisti del 900, più passano gli anni e più sono stimolata e mossa dai maestri che hanno, durante il 900, trasformato radicalmente ciò che si intendeva per arte fino a quel momento. Il 900, per quanto mi riguarda è ancora qui.
MARTA PIEROBON (Brescia, 1979) vive e lavora a Milano. La sua ricerca artistica intreccia scultura e disegno in un universo fatto di mani, occhi, lingue, pesci, uccelli, ostriche e oggetti quotidiani trasformati in composizioni oniriche. Dalle sue immagini, con tratti semplici, nascono dei racconti legati al quotidiano che l’artista definisce con il termine “surrealismo domestico” sottolineando come l’aspetto ironico e apparentemente giocoso sia strettamente legato alla dimensione intima e personale del disegno.