Via Ludovico il Moro, 1
20143 Milano
LUN CHIUSO
MAR-VEN 14.30-19.30
SAB 10.00-13.30 / 14.30-19.30
DOM CHIUSO
ARTISTI:
Marco Paleari
Enrico Baj (Collezione Ramo)
Marco Paleari risponde alle domande di
Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo
Dai una definizione di cos’è il disegno per te.
Il disegno è un particolare modo di muovere la mano.
Quali tecniche e processi creativi utilizzi quando lavori su carta?
Mi piace ricalcare le cose che mi stanno attorno o che possiedo con delle lunghe matite affilate, che faccio scorrere perpendicolarmente lungo il perimetro dell’oggetto in questione. Spesso si tratta di giocattoli che conservo da quando sono bambino. A volte ricalco anche piante e persone. Ottengo così delle sagome che ricordano un po’ l’immagine della scena del crimine, profondamente insita nella nostra memoria collettiva. Dopodiché, se il disegno lo richiede, inserisco all’interno di questi ingombri degli elementi caratterizzanti, attraverso un tratteggio lento e meditativo, che crea un forte contrasto chiaroscurale e di volumi con le linee secche e incisive dei ricalchi.
Perché hai scelto quest’opera della Collezione Ramo?
Perché in quest’opera di Enrico Baj (Senza titolo, studio per La nascita degli dei, 1986) vi ho trovato delle forti affinità formali e poetiche con il mio lavoro, oltre al fatto che sia un artista che ammiro particolarmente. In questo momento della mia vita mi rendo conto che i disegni mi interessano quanto più mi commuovono, e trovo che quest’opera sia a suo modo molto commovente. Io stesso vorrei fare dei disegni che lo siano.
Che valore ha per te il dialogo con il disegno moderno?
Ha il valore di una scoperta.

MARCO PALEARI (1998, Desio) – Vive e lavora tra Seregno e Milano.
I disegni di Marco Paleari, restituiscono il momento preciso, attraverso il ricalco degli ingombri di persone e oggetti direttamente su carta. All’interno di questi confini, tracciati in punta di matita, si fa spazio una nuova dimensione in cui i ruoli vengono assegnati di volta in volta, con un disegno preciso e dettagliato. La rappresentazione dei personaggi decontestualizzati sul foglio bianco, assume l’aspetto di una grande scenografia che offre allo spettatore la possibilità di identificarsi nella composizione e abitare la scena.




