Vistamare

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Via Gaspare Spontini 8, 
20131 Milano

Mostra prorogata fino al 22 dicembre 2025
LUN (su appuntamento)
MAR-SAB 10.30-19.00
DOM CHIUSO
(Consultare eventuali chiusure festive sul sito: vistamare.com)

ARTISTI:
Lorenzo Scotto Di Luzio
Carlo Carrà (Collezione Ramo)


Lorenzo Scotto Di Luzio risponde alle domande di
Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo

Cos’è per te il disegno?
Fare conoscenza con i propri avi, scoprire qualcosa di sé che altrimenti resterebbe sopito.

Quali materiali, tecniche e processi creativi utilizzi quando lavori su carta?
Per lo più disegno a memoria, le tecniche sono sempre carboncino o matita su carta.

Perchè hai scelto quest’opera della Collezione Ramo?
Si tratta di un piccolo disegno di Carlo Carrà: una brocca carboncino su carta del 1916, un periodo in cui l’artista si allontanava dal movimento futurista per avvicinarsi alla pittura metafisica. E’ un disegno molto semplice, oserei dire elementare; una porzione di cilindro che si interseca con una porzione di sfera e il manico come unico elemento di frivolezza. Una semplice brocca eppure la presenza dell’uomo emerge inequivocabilmente. Questa atmosfera evocativa ha finito col segnare la mia ricerca artistica.

Che valore ha per te il dialogo con i Maestri del ‘900?
I miei primi cataloghi d’arte che ho avuto modo di sfogliare sono stati quelli del primo novecento italiano, De Chirico, Carrà e tanti altri hanno formato parte del mio immaginario, hanno fornito cioè un certo “imprinting.”
Disegnando però sono abbastanza “onnivoro”, traggo spunto da qualsiasi cosa mi arrivi dal mondo esterno: dalla storia dell’arte al fumetto passando per la cronaca giornaliera tutto senza un valore gerarchico precostituito. Il dialogo con I maestri del 900 resta però ininterrotto.

LORENZO SCOTTO DI LUZIO (Pozzuoli, 1972) sviluppa, a partire dagli anni ’90, un percorso artistico eclettico e multidisciplinare, impiegando con grande libertà materiali diversi, dalla fotografia al video, dall’installazione al disegno. Al centro della sua ricerca c’è l’ironia pungente con cui l’artista alimenta una riflessione sulla società contemporanea, nonché sul mondo dell’arte e sulla stessa pratica artistica. Più che una critica diretta, la sua è una narrazione poetica, spesso tragicomica, che prende forma in un gioco di rimandi tra pittura colta e naïve, come in un continuo scambio di ruoli tra serietà e leggerezza.